PER UN RITORNO ALLE RADICI, CON SGUARDO AL FUTURO


L'amore per la campagna si respira nei campi delle piccole aziende che hanno recuperato coltivazioni abbandonate.

Come l'azienda agricola Giove, che coltiva erbe officinali e aromatiche per trasformarle in tisane e profumati cosmetici naturali.

O come l'innovativa Fattoria sinergica "Maso Zepp", nella zona dei Masi di Grumes.

Particolarmente interessante è anche lo Zero Infinito, il vino biologico della Pojer e Sandri, con Zero trattamenti sia in vigna che in cantina.

 

Erbe officinali e biodiversità: l'azienda agricola GioVe

 

 

L’Azienda agricola GioVe nasce nel 2012  dalla volontà del titolare, Luca Pojer, e della sua famiglia, di intraprendere un percorso di vita legato alla natura.

GioVe è specializzata nella coltivazione e nella trasformazione delle piante officinali, aromatiche e dei piccoli frutti, inclusa la raccolta delle specie spontanee.

La raccolta di erbe spontanee è particolarmente importante perché permette di riscoprire il valore dei ritmi della natura, ricordandoci che i nostri avi raccoglievano quello che il territorio offriva loro, senza mettere a rischio la biodiversità.

Ed è proprio per conservare la biodiversità che GioVe utilizza piccole superfici di terreno per ogni specie coltivata. La raccolta viene praticata a mano e negli orari adeguati per preservare il tempo balsamico delle piante. Il prodotto appena raccolto, quando non è destinato al mercato fresco, viene immediatamente essiccato per evitare la perdita dei principi attivi.

Oltre alla coltivazione delle erbe officinali più comuni (menta, melissa, calendula, fiordaliso, monarda, salvia, timo, lemongrass, lavanda, camomilla ecc..), GioVe ha orientato infatti la propria produzione anche su piante più particolari, come l’olivello spinoso e l’aronia due piante provenienti dai paesi dell’Est ricche di sostanze e principi attivi ma che nell’azienda hanno trovato un habitat particolarmente favorevole.

Visita il sito web dell'Azienda agricola GioVe: www.gioveofficinali.com

 

Zero Infinito: il vino oltre il biologico 

 

 

L’avventura di Zero Infinito nasce da recupero agricolo di Maso Rella a Grumes (850 slm) abbandonato dagli anni ’60 sui quali l’azienda agricola Pojer e Sandri sta attuando un progetto di ricomposizione fondiaria e bonifica agraria destinando per lo più i terreni a vigneto e in parte in un reimpianto delle vecchie colture frutticole come il castagno, il noce e il sorbo.

Nel vigneto sono state messe a dimora delle barbatelle di viti interspecifiche, nate a Freiburg (Germania) per incrocio a livello di impollinazione tra Vitis Silvestre (Labrusca – Amurensis) e Vitis Vinifera (Europea).

Il carattere distintivo di queste varietà è la notevole resistenza alle malattie funginee (peronospora e oidio) e alle gelate invernali.

La particolarità dello Zero Infinito è il suo essere un vino che supera e reinterpreta il concetto di biologico: Zero trattamenti in vigna e Zero trattamenti in cantina, Zero solforosa, Zero lieviti commerciali liofilizzati, Zero chiarificanti, Zero filtrazioni e Zero antiossidanti.

Una tecnica ancestrale che ha portato alla nascita di un vino bianco innovativo e naturale, frizzante e con i lieviti naturali sul fondo che consentono due distinte degustazioni: una classica, fine coi profumi della terra, la seconda più marcata nel gusto e nei sapori dell’uva appena colta.

A Grumes è stato inoltre intrapreso un progetto di recupero, bonifica e riordino fondiario di oltre 30 ettari di territorio incolto da destinare a produzioni innovative, di qualità e biologiche (progetto avviato nel 2009 dal Consorzio di Miglioramento Fondiario e dall’azienda agricola Pojer & Sandri).

Azienda agricola Pojer e Sandriwww.pojeresandri.it

 

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